Cos'è il Rock Progressivo?

"Rock Progressivo" è un'etichetta utilizzata per definire un particolare genere musicale che ebbe la sua massima visibilità in Europa tra il 1969 ed il 1976, e che può a tutti gli effetti essere considerato il superamento del "Beat" e della "Psichedelia".

In generale si considerano quali ispiratori del "Prog" quegli artisti Inglesi che a partire dal 1967, sconvolsero la tipica "forma-canzone" iniettandovi stilemi classici, jazz, etnici e concreti e dilatandone modi e tempi d'esecuzione, sino ad arrivare a moduli espressivi complessi e rivoluzionari.

Tra questi possiamo citare:

Procol Harum: A whiter shade of pale (7") - 1967

Beatles - "Sergeant pepper's lonely heart club band" - 1967

Moody Blues - "Days of future passed" - 1967
Nice - "The Thoughts of Emerlist Davjack" - 1967
Pink Floyd - "The piper at the gates of dawn" - 1967
Caravan - Caravan - 1968
Soft Machine - The soft Machine - 1968

King Crimson - "In the court of the crimson king" - 1969

Molti critici identificano quale primo vero album di Prog Europeo quello dei Moody Blues del 1967. E non a torto: la forte conflittualità riscontrata dall'album, lo consacrò quale vero e proprio apripista di uno stile nuovo.
Di fatto, quel lavoro rappresentò il primo momento di fuga della musica Inglese dalla statica contrapposizione che si era venuta a creare in quegli anni tra le varie correnti del Beat, il sound delle "garage bands" di importazione americana e il rock.
Il tutto, tramite il ricorso a moduli continentali (musica classica in particolare) e ad espedienti tecnici e strutturali a forte matrice innovativa ( es: dal "concept album" all'uso del mellotron, ).


Successivamente, nel momento in cui si passò dalle prime rivendicazioni morali e libertarie del '68 ad un periodo di maggiore coscienza politica e sociale, anche il "Prog" ottenne la sua maturità definitiva per la capacità di rappresentare con chiarezza la complessità dei nuovi movimenti rivendicativi.

Degli artisti più rappresentativi di quel periodo aureo ricordiamo:
Emerson Lake & Palmer , Soft Machine, Caravan, Nucleus, Yes, Genesis, Gentle Giant, Jethro Tull, PFM, King Crimson, Camel, Van der Graaf Generator, Magma.

Data la vastità delle influenze che insistevano su questo tipo di musica, il "Progressivo" si ramificò presto in diversi "sottogeneri" i cui nomi (Prog-Rock, Avant-Prog, Canterbury, Kosmische musik ecc…) sottolineavano con buona approssimazione la tendenza compositiva principale.
Che poi i "Can" fossero "Art Rock" o "Kosmische musik", questo è tutto da stabilire.

Comunque, pur nella difficoltà di stabilirne i limiti, la musica "Progressiva" ha effettivamente delle caratteristiche univoche ed universalmente riconosciute:

--------------------------

1) Composizione pluristilistica che prevede l'utilizzo contemporaneo di tecniche, moduli e strumenti classici, jazz, folk, etnici, elettronici e concreti.

2) Negazione della forma-canzone e della matrice "blues-american", complessificata in un'organizzazione sinfonica dei brani sul modello della "forma- sonata" (introduzione, esposizione, sviluppo, ripresa, coda) .

2a) Orchestrazione destrutturata, ripartita e complessificata.

3) Ampie improvvisazioni soliste sul modello Jazz, le quali di norma implicano una notevole abilità esecutiva da parte dei singoli strumentisti.

4) Ritmiche caratterizzate da cambi ed accelerazioni di tempo con predilezione per sincopi e tempi dispari di natura extra-europea.

5) Soventi contrasti tra la complessità delle strutture armonico/ritmiche e la melodia cantata, eseguita o corale.

6) Utilizzo di "ponti" (ritmi, cori, armonizzazioni) per dividere i diversi movimenti.

7) Tessiture corali a supporto di quelle strumentali e soliste.

8) Tendenza all'unità concettuale dell'opera che si svolge seguendo un tema fisso.

9) Testi evocativi e ricchi di momenti retorici con un utilizzo "strumentistico" del canto.

9a) Nel caso particolare del Progressivo italiano (dovuto all'esclusiva situazione socio-politica) e in particolar modo dal 1973 in poi, si segnalano anche liriche fortemente dirette, asciutte e imperniate sulla denuncia sociale.

10) Cura maniacale degli arrangiamenti sia dal punto di vista musicale e tecnico, sia attraverso la ricerca di nuove sonorità.

11) Uso innovativo della tecnologia strumentale e dei mezzi di incisione.

-----------------

La parabola del "Prog" toccò il suo vertice Europeo nel 1973, e si estinse circa 3 anni dopo contemporaneamente alla fine del sogno "controculturale".

Il rinnovato impegno politico militante, la minaccia del neoliberismo di stampo Reaganiano e Thatcheriano e le lotte in difesa dei lavoratori, richiedevano ora una musica più "diretta" e meno "sognante".

Una musica che fosse anche "barbara", da "non musicisti", ma piena di quelle indicazioni crude ed anarchiche che riportassero ognuno di noi alla durezza della realtà che, di lì a poco, avrebbe assunto contorni sempre più drammatici.

Detto questo, possiamo cominciare la disamina del Prog Italiano anno per anno.

26 commenti :

aldo ha detto...

Non posso non commentare sul esordio dei PINK FLOYD...da sempre il mio disco favorito.
Mentre sono d'accordo che insieme ad altri é stato un'album innovativo e penso di capire perché é citato all'inizio personalmente non lo includerei in quella lista...e nemmeno Sgt Pepper...
Moody Blues e Nice senza il minimo dubbio (avevano tutta l'inclinazione e sonoritá del "Prog") e chissá ci metterei l'esordio dei Caravan e Soft Machine entrambi usciti prima dei King Crimson nel '68...magari non strettamente prog peró piú che altri e ovviamente parte di una corrente importante (Canterbury).

JJ JOHN ha detto...

E' vero quello che dici e sono anche d'accordo ma onestamente, in una lista di "sovvertitori della forma canzone di fine anni '60" starei male se non ci vedessi quei due album.
Caravan e Soft Machine di sicuro.
Grazie mille.

Anonimo ha detto...

in the court of the crimson king ,che album!!
senti john volevo farti una domanda .
Cosa ne pensi degli Eloy?
ciao francesco

JJ JOHN ha detto...

Amo moltissimo gli Eloy, come tutto il Kraut e il prog Tedesco degli anni '70. Tuttavia, a parte i "Popol Vuh" per cui nutro una passione quasi sessuale, quel genere mi è sempre risultato di difficile assimilazione.
Forse perchè non ne conosco a fondo la storia sociale.

Anonimo ha detto...

Bisognerebbe allora citare anche "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band" dei Beatles e "Bitches Brew" di Miles Davis, Poi per l'Italia fondamentale è stato l'apporto di Lucio Battisti.

JJ JOHN ha detto...

Si, "Sgt. Pepper's" l'ho citato.
"Bitches Brew" (che trovi qui: http://classikrock.blogspot.com/2008/09/miles-davis-bitches-brew.html),non so fino a che punto possa essere connesso con il primo progressive che tra l'altro, era uno stile già avviato da tre anni e in ben altre direzioni.
Penso piuttosto abbia più influito sul Prog dal'74 in poi, quando ha cominciato a mescolarsi con il Jazz e con il Free.

Battisti non è stato fondamentale per il Prog: ne ha semplicemente cavalcato l'onda alternando produzioni miracolose con pessime derive commerciali.

Hai comunque citato due mostri sacri che non vanno assolutamente sviliti, ma ricondotti alla loro reale valenza storica.

ste ha detto...

complimenti jj per questo fantastico blog! però volevo segnalarti che il link

15 - 1976: LA "MUSICA ALTERNATIVA" DI DESTRA.

è sbagliato.

J.J. JOHN ha detto...

grazie ste, ho corretto. JJ

Anonimo ha detto...

John, un commentino sui Colosseum?

Giangi.

JJ John ha detto...

Si Giangi, colgo la tua sottile provocazione e hai ragione.
Quando ho visto Dick Heckstall Smith suonare con due sassofoni sono morto.

Per un periodo della mia gioventù "Valentine suite" è stato tutto per me. Forse non aveva il sapore dell'innovazione ("The ides of march" conferma che c'era qualcosa di derivativo nel gruppo), ma l'assemblaggio di quel brano era davvero perfetto, poetico, unico.

Ai Colosseum però ho sempre imputato un eccesso quasi liturgico nelle loro cose. Il loro "magnificare" concetti già conclamati, l'esasperare tendenze. Il porsi più come "interpteti di una generazione" che non come reali "innovatori".

Allo stesso tempo però, specie con "Valentine", hanno confermato e sancito che un nuovo sound era alle porte e nessuno lo avrebbe più potuto fermare.
Io la vedo e la vedevo così.
Tu che ne pensi?

Anonimo ha detto...

Penso che non avrei saputo trovare parole migliori.

Mi sa che Sabato ti ho visto al Bloom. C'eri, vero?

Giangi.

JJ ha detto...

Si, fino a Martha Helmut c'ero, poi ho dovuto abdicare alla stanchezza.
Tu hai visto gli Alphataurus? Come sono stati?
Io proprio non ce l'ho fatta. Non si può far finire un concerto alle tre del mattino cazzo.

Anonimo ha detto...

Eh, cosa ti sei perso, John. Hanno spaccato il culo pure gli Alpha. Sebbene la qualità del suono sia peggiorata ulteriormente, hanno fatto tutto il disco più qualche cosetta che avevano lasciato fuori e porca miseria, uguali a quarant'anni fa. Davvero spettacolari.

Giangi

Anonimo ha detto...

John, torno a romperti le scatole, spero non sia un problema se ti scrivo qui.
Non ci avevo mai fatto caso perché li conoscevo già prima di approdare qui, ma ho visto che non parli né di "Un'isola senza sole" degli Apostholi, né di "La follia del mimo di fuoco" degli Officina Meccanica. Va bene che il primo è un Prog molto leggero e il secondo è una raccolta, però mi sembra un vero peccato non citarli nemmeno. E poi, ovviamente, vorrei un tuo parere visto che io sono innamorato perdutamente di questi due album.

Giangi

JJ ha detto...

Ciao Giangi,
cavolo,ma "Un isola senza sole" è del 1981! Poi qualcuno dice che sia stato fatto nel 1972 ma chi l'ha mai visto?
Officina Meccanica è invece in carniere ma anche lì: non hanno mai pubblicato un Lp in vita loro.
Solo per il 45 "Bambini innocenti" però, valgono una menzione e solo perchè me l'hai ricordato tu, ne valgono cento.
Mi faccio un nodo alla cravatta.
John

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti, e un complimento a questo grandissimo sito.
John, ha ragione Giangi.
Il disco dell'Officina meccanica per me è grandioso (almeno nella parte progressiva). Non c'è solo "bambini innocenti" ma le 4 suite live inserite nel disco sono a dir poco splendide...tra l'altro registrate bene...sembra impossibile.
Ci vorrebbe una recensione..

Leonardo

Anonimo ha detto...

Ciao John,
è un po' che non passo di qui, ma vedo che va tutto bene anche senza di me. Non che ne dubitassi.
Vorrei ricordare che il primo fine settimana di settembre (2-3-4) c'è il Veruno Prog, che quest'anno è di tre giorni, evidentemente. Ci sono dei bei nomi (Goblin, Arti & Mestieri e Maxophone, tra gli altri) e ovviamente io sarò là, essendo rimasto molto ben impressionato dall'anno scorso.
Ultima cosa, sai se faranno una sorta di Progvention al Bloom, o in ogni caso vicino Milano, anche quest'anno?
Saluti,

Giangi

J.J. JOHN ha detto...

Ciao Giangi.
Ho visto che a Veruno domenica ci sono i Maxophone e può darsi che faccia un salto.
Semmai scrivimi privatamente che ci organizziamo per vederci.

Non so il buon Mathias cosa abbia in mente per la seconda Progvention 2011
So che a Roma per la Prog Exhibition si sta preparando un cartellone super, ma di più non so dirti.

Restiamo in campana.

Anonimo ha detto...

Ciao John,
scusami, leggo solo adesso. Ce l'hai fatta poi a venire? Non mi sembra di averti visto, devo cambiare occhiali?
Io mi sono fatto primo e terzo giorno. Gli Arti & Mestieri sono stati davvero impressionanti e il Tempio ha fatto tutto il lato B di Zarathustra, non me li aspettavo così bravi. I Goblin mi han deluso un po', li avevo già visti a febbraio e mi sembravano presi meglio. Anche gli Alex Carpani Band mi hanno sorpreso, un po' troppa tastiera per i miei gusti, però averne di gente così. I Maxophone li lascio stare, belli ma trattati malissimo dall'organizzazione per fare spazio a Agent of Mercy (carini, ma niente di che) e agli RPWL, che il tizio aveva presentato come "il futuro del Prog" ma che mi hanno deluso su tutti i fronti: non c'è niente di Progressivo nel loro sound. Se hai sentito qualcosa di loro mi farebbe piacere avere un tuo parere, giusto così.
Ho visto il sondaggio sulle voci femminili e per caso sto sentendo gli Ali del Vento, che hanno una donna a chitarra e voce. Niente, volevo solo dirtelo. Magari dopo voto di là.

Giangi

JJ ha detto...

Ciao Giangi. Poi alla fine sono rimasto a casa e comunque domenica sarei venuto solo per i Maxophone.
Di progressivo contemporaneo non mi attizza molto, per non dire per nulla. Ahimè, non lo ascolto e non ne parlo, ma forse è meglio così.

Anonimo ha detto...

Hola John,

http://www.progvention.com/

Giangi

Anonimo ha detto...

Ciao John,
se non conosci i Birds & Buildings ti consiglio caldamente l'ascolto di questo disco http://www.amazon.com/Bantam-Behemoth-Birds-Buildings/dp/B0017HDMGE Il loro esordio. Promettente, quantomeno.

Anika

J.J. JOHN ha detto...

Grazie Anika. Davvero un ottimo consiglio.
Questi Birds and Buildings sono davvero torrenziali, equilibrati, nonchè musicisti da panico. Sembra di sentire i migliori Magma con quella necessaria modernità in più.
Grazie ancora e a prestissimo.
JJ

Anonimo ha detto...

Vorrei togliermi un sassolino dalla scarpa, lo faccio in questa sede, sempre mantenendo il massimo rispetto per chi cura queste splendide pagine e per chi le visita: Basta citare i Beatles (che peraltro amo da morire) come fonte di ispirazione di tutto!! Per carità, tutto è opinabile, ma citare i Beatles in un elenco di personaggi che "sconvolsero la forma canzone", quando non facevano altro che pezzi in forma canzone, mi pare per lo meno bizzarro. Inoltre, delle "caratteristiche univoche" del progressive citate nell'articolo, in Pepper's non ce n'è traccia, se non volendocela andare a trovare (sono sufficienti il ponte di "A day in the life" ed il cambio da 4/4 a 3/4 di "Mr Kite" per suggerire una spinta verso il prog?)
Credo che il grosso merito dei Beatles (oltre a quello di avere scritto canzoni meravigliose, e non è poco) sia più che altro quello di aver portato nelle case di tutti, essendosi guadagnati un bacino di utenza più ampio di chiunque altro, idee e suoni nuovi nell'ambito del pop ma già esistenti da molto prima. Non ci dimentichiamo che il caso più eclatante, quella fantastica "Revolution 9", non è altro che un pezzo di musica concreta: i primi esperimenti nel campo risalgono alla fine degli anni 40.
Quindi Beatles si, li amerò per tutta la vita forse più di chiunque altro, ma teniamoli al loro posto!
Saluti!!
Alex.

J.J. JOHN ha detto...

Mi sono scannato più volte su temi tipo: "ma Freak Out era l'anticamera del Prog o no?", "quale fu l'apporto dei Beatles al Prog?" eccetera.
Il tutto, ha prodotto liti a non finire, l'ultima delle quali con l'amico Riccardo Bertoncelli.
Risultato: ognuno è rimasto sulle sue.

La rivoluzione di Sgt.Ppeppers non fu tanto per "cosa" proposero i Beatles, ma per "come" lo fecero.

E' vero che "Revolution n°9" era musica concreta ma Ruffolo, Shoenberg o Stockausen li conoscevano in tre. I Beatles erano un gruppo pop e soprattutto una potenza, non so se mi spiego.

E'anche una questione di conflittualità, altrimenti "Smile" avrebbe avuto lo stesso peso di Sergeant Peppers.
Secondo te un disco come 666 avrebbe potuto esistere senza i Beatles? Io credo di no. Eppure fu un capolavoro anche quello, anzi: un'assoluta meraviglia. Solo che venne molto dopo.

Difficile dibattere su questi argomenti per iscritto. Non basterebbero due blog perchè ciascuno a modo suo ha ragione.
Mi fermo dunque qui.
Grazie Alex.

Anonimo ha detto...

Grazie a te John e comunque lungi da me l'idea di voler far nascere discussioni, voleva solo essere uno scambio di opinione che tanto ognuno manterrà ;)
Fra l'altro nella tua risposta hai un po' ribadito quello che dicevo: il merito più grande l'hanno avuto nel far entrare determinate cose nelle case di tutti, proprio perchè erano un potenza. Secondo me è solo esagerato attribuirgli la paternità di ogni cosa.
Saluti!
Alex.