Frank Zappa: Freak out! (1966)

frank zappa freak out!SERIE: "LE RADICI DEL PROG" N° 5

Se a partire dal 1966 gli elementi innovativi del pre-prog inglese furono la compenetrazione tra rock e musica classica, il riadattamento e la scomposizione metrica (Nice, “Rondò”), un certo gusto narrativo di matrice psichedelica (Beatles, Procol Harum) e una forte propensione alla tecnologia, anche dall’altra parte dell’oceano c’era qualcuno che aveva più o meno adottato gli stessi canoni.


Il suo nome era Frank Zappa il quale però, anziché partire dal barocco, dal neoclassico e dal romantico come avevano fatto i Moody Blues e i Procol Harum con Bach e i Nice con Sibelius e Prokofiev, prese direttamente a modello “Ionisation”, la sinfonia molecolare per tredici percussioni di Edgar Varese (1883 -1965): una scelta che iniettò nel giovane Frank, allora batterista, una spiccata sensibilità per il “suono” degli strumenti ancor prima che per la loro orchestrazione.
E anche quando decise di propendere per la composizione, il suo background lo condusse automaticamente a due geni quali Webern e Prokofiev, l’ultimo dei quali era noto per aver dichiarato che “la musica, in qualità di arte dinamica non può esprimere che se stessa e pertanto non deve e non può essere rinchiusa in canoni prestabiliti”.
Un monito che avrebbe accompagnato Zappa per tutta la vita.


the 50 albums that built prog rockA rinforzare questo imprinting giovanile, contribuirono inoltre i frequenti spostamenti della sua famiglia che per motivi di lavoro, lo portarono non solo a frequentare almeno sei scuole diverse, ma lo misero in contatto con tutta una serie di diversità etniche, culturali e artistiche che alfine sarebbero confluite in “Freak Out”, il suo primo lavoro registrato nel marzo del 1966 in soli 4 giorni con la sua backing band “The Mothers of inventione pubblicato il 27 giugno dello stesso anno.

In quel momento Zappa ha 26 anni e sarebbe comunque già passato alla storia per essere il primo artista a pubblicare un doppio album d’esordio.
Ma non solo.
Freak Out” si rivelò sin da subito un lavoro fuori dal comune, pervaso com’era di poliritmie e di stili. Avanguardia, doo-wop, rock, beat'n'roll, suoni spaziali, rythm and blues, patchworks dadaisti, musica concreta e overdubs: tutti centrifugati in un sound apparentemente ruvido ma ricco di arrangiamenti estremamente sofisticati da lui stesso ideati, scritti e diretti.

Oltre a ciò, l’aspetto conflittuale dell’album fu altresì arricchito dalla visuale politica di Zappa che, decisamente schierata conto “l’implacabile consumismo americano”, lo portò ben presto ad essere una delle più anarchiche voci di dissenso all’establishment americano ed anche alle stesse controculture freak degli anni ’60 che non cessò mai di attaccare velenosamente (un brano su tutti: “Flower Punk”).


Negli States, il disco non ebbe inizialmente un gran riscontro sia di vendite che di critica (rimase 130° posto nella classifica di Billboard), tanto che il Los Angeles Times lo definì “il più grande stimolatore di vendite per l’Aspirina dai tempi della tassa sul reddito”.

frank zappaEppure, il "tam tam" della controinformazione e soprattutto quello interno al “giro” degli addetti ai lavori non lo perse mai di vista.
La fama di "Freak out" infatti varcò l’Atlantico e ottenne un successo ben maggiore in Europa dove le sue qualità andarono ad ispirare fortemente persino i Beatles che nel frattempo si accingevano a concepire “Sergeant Pepper’s lonely hearts club band(Zappa li avrebbe omaggiati a suo modo nell’art-design di “We’re only in it for the money”).

Infine, complice anche una migliore distribuzione, a partire dal 1972 (anno del passaggio dalla prima discografica Verve alla personale etichetta di Zappa) "Freak Out" sarebbe passato alla storia non solo con un "Grammy Hall of fame award" e l'inserimento tra i 500 albums migliori della storia (Rolling Stone), ma grazie al Classic Rock Magazine, entrò ai primi posti tra "gli album che costruirono il Prog Rock": un merito forse discutibile per il fatto che Zappa fu sostanzialmente un genio isolato e poco incline alle etichettature, ma allo stesso tempo accettabile considerando i presupposti della sua arte: destrutturazioni, polistilismo, multimetricità, riferimenti narrativi e quant'altro.


Per molti critici, senza di lui i "Sergeant Peppers" avrebbe avuto sicuramente una marcia in meno e forse, Brian Wilson non avrebbe rischiato il suicidio.

13 commenti :

Music ha detto...

Non sono loro che sono geniali, sono gli altri che sono mediocri....
JJ sei Super!!!

Anonimo ha detto...

Zappa è stato un genio assoluto......oltre ogni stile e oltre ogni stereotipo. Difficile etichettare la sua musica.

Se penso al rock italiano, per libertà compositiva, per superamento delle "barriere" musicali, per sperimentazione, per personalità e per coraggio....mi vengono in mente solo gli Area.....loro (e perchè no anche il primo battiato).....hanno osano come il mitico Zappa.

Chiaramente paragono questi artisti con le dovute distanze.....

alex

Anonimo ha detto...

Punti di vista sulla prima parte del commento, d'accordo con tutto il resto.

J.J. JOHN ha detto...

Dai anonimo, non essere così lapidario. Perchè non sei d'accordo sulla prima parte del commento?

regolo ha detto...

Non so cosa intenda il Classic Rock Magazine per Prog Rock ma a mio parere, di zappiano doc, la musica di Zio Frank c'entra poco o nulla col progressive propriamente detto anche se, in effetti, una certa influenza sul prog più "creativo" (penso a Canterbury p.es.) c'è effettivamente stata.
E comunque Freak Out è un capolavoro!
Dirò di più: il primo di una lunga serie!

Music ha detto...

Scusate, sarà che ho la tendenza a sacralizzare poco e nulla ma il giudizio finale secondo me dovrebbe essere relativo e soggettivo verso qualsiasi creatore e creazione umana.Sono sicuro che Zappa mi darebbe ragione :))

Anonimo ha detto...

Guarda, per essere chiaro ti do' un'informazione lapidaria; con tutta la conoscenza che avrebbe sull'universo, nemmeno dio sarebbe considerato un genio da parte mia. Poi si potrebbe parlare allungo....
Attento che c'è il trabocchetto....

Daniel ha detto...

Genio della lampada o genio militare poco importa. Frank resterà sempre il migliore e secondo me non ci sarà mai più nessuno come lui. E' l'unico musicista "rock" e "mainstream" (termini che male si applicano a lui, ma il bello è proprio il suo essere indefinibile) che ho sentito elogiare anche dai più parrucconi e snob cultori di musica classica.
Freak Out! in particolare rimane uno dei miei favoriti, trovo irresistibili i pezzi di doo-wop, per non parlare del blues-rock/protorap di Trouble Every Day.
Frank è semplicemente troppo per chiunque... c'è da impallidire a pensare al suo talento e a come è stato in grado di metterlo in pratica.

pucua ha detto...

Santo Subito!

Simon House ha detto...

Ho già espresso il mio parere in proposito ma sono daccordo completamente col commento di "regolo".
E poi questo Classic Rock Magazine non è che sia la Bibbia del rock mi sembra, o no?
Diciamo un post fuori luogo, però questa è una mia opinione.

JJ ha detto...

Beh, io l'ho spiegato chiaramente: polistilismo, multimetricità, tecnologia, riferimenti classici e consecutio narrativa.
Per me e per molti altri, questo è Prog!
O meglio, la sua anticamera in quanto il progressivo non esisteva ancora in forma di movimento musicale, ma cerchiamo di capirci: qui si sta parlando delle fondamenta.

Anonimo ha detto...

Veramente Zappa non destruttura. Destrutturazione è quella dei Red Crayola, che infatti sono inascoltabili in alcuni frammenti. Semmai, Zappa spinge verso la sperimentazione, che non significa destrutturazione.

J.J. JOHN ha detto...

Terreno minato questo con cui mi sono piccato anche più volte con Bertoncelli, quando sostenni che Zappa fu - per certi versi - un anticipatore del Prog.
Lui sosteneva invece che era "musica libera" e tanto fa.
Morale: nulla di fatto e ognuno è rimasto delle sue idee.

Tornando a noi: il "mettere in atto una provocazione" significa che a monte si è destrutturato un sistema. Concettualmente e nella pratica. Quindi: frammentarne e ricomporne i codici, sovvertirne le regole e via discorrendo.